CATANZARO – La transizione ecologica ha bisogno di tecnologie e investimenti, ma rischia di rallentare per la mancanza di personale preparato. Nel 2025 le imprese italiane hanno espresso un fabbisogno di 3,4 milioni di lavoratori con competenze nella gestione di prodotti e tecnologie green: per 1,6 milioni il reperimento è risultato difficile, pari al 48,7% della domanda. Quasi una figura su due, secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato, presentata in occasione dell’evento “Seize the Change. Futuri sostenibili”, svoltosi il 12 ottobre a Milano.
È uno dei nodi al centro della Settimana per l’Energia e la Sostenibilità, organizzata da Confartigianato dal 19 al 24 ottobre con cinquanta eventi in tutta Italia. L’iniziativa mette a confronto imprese, cittadini e istituzioni su un cambiamento che, per gli artigiani e le piccole attività, incrocia questioni molto concrete: il costo dell’energia, l’efficienza degli impianti, la disponibilità di competenze e la possibilità di continuare a essere competitivi in mercati instabili.
La distanza tra le professionalità richieste e quelle disponibili mostra quanto il percorso dipenda dalle persone chiamate a realizzarlo. Progettare una soluzione, installare una tecnologia, utilizzarla correttamente e mantenerla efficiente richiede una preparazione che deve accompagnare gli investimenti.
«Un dato che richiama l’urgenza di rafforzare il raccordo tra scuola, formazione professionale e sistema produttivo, valorizzando i percorsi tecnici, l’apprendistato e l’apprendimento direttamente in azienda», sottolinea il presidente di Confartigianato, Marco Granelli. «Dobbiamo trasformare la domanda di sostenibilità in nuove opportunità di occupazione, innovazione e sviluppo».
La sfida riguarda anche il modo in cui si producono, si utilizzano e si conservano i beni. Ridurre gli sprechi e prolungare la durata di un prodotto attraverso la manutenzione, la riparazione e il riutilizzo significa intervenire sul consumo di risorse e sulla quantità di rifiuti generati. Un terreno sul quale l’artigianato dispone già di un patrimonio di conoscenze e capacità operative.
I numeri delle attività di riparazione e manutenzione ne restituiscono la dimensione: in Italia operano 329mila imprese con 934mila addetti. Di queste, 235mila sono artigiane e occupano 498mila persone. Una rete diffusa di professionalità che contribuisce quotidianamente a mantenere efficienti impianti e apparecchiature, recuperare beni e rinviarne la sostituzione.
È una funzione che incontra anche una sensibilità presente fra i cittadini. Secondo i dati di Confartigianato, il 38,1% degli italiani con più di 14 anni colloca la produzione e la gestione dei rifiuti tra le principali preoccupazioni ambientali. Il 19,5% dichiara inoltre di evitare i prodotti usa e getta, una scelta che nel Mezzogiorno raggiunge il 24,1%.
«Riparare un bene anziché sostituirlo, mantenere efficiente un impianto, ridurre i consumi energetici e prolungare la durata delle apparecchiature significa limitare l’impiego di nuove risorse e contenere la produzione di rifiuti», evidenzia Granelli.
La sostenibilità assume così una dimensione che tiene insieme ambiente, lavoro ed economia. Per una piccola impresa, consumare meno energia e materiali può significare contenere i costi; acquisire nuove competenze può consentire di rispondere a una domanda che cambia. Perché queste possibilità diventino accessibili, tuttavia, servono formazione e sostegno agli investimenti.
«L’artigianato mette a disposizione della transizione un patrimonio diffuso di competenze tecniche, conoscenza dei materiali e capacità di intervento essenziale per affermare modelli di produzione e consumo più circolari», osserva il presidente di Confartigianato. Un contributo che richiede «strumenti adeguati, formazione accessibile, politiche capaci di sostenere gli investimenti e una collaborazione più stretta tra istituzioni e sistema produttivo».
I cinquanta appuntamenti della manifestazione puntano a portare questo confronto nelle attività economiche e nella vita quotidiana, attraverso esperienze, soluzioni e buone pratiche già realizzate. L’obiettivo è favorire un uso più efficiente dell’energia e delle risorse, contrastare gli sprechi e rafforzare le competenze.
«La sfida è fare in modo che la sostenibilità non si traduca in un ulteriore aggravio per le imprese, ma diventi un fattore di innovazione, produttività e nuove opportunità professionali», conclude Granelli.
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