CONFARTIGIANATO – Portare l’intelligenza artificiale fuori dai laboratori e dentro le imprese, trasformandola in uno strumento concreto per il lavoro quotidiano. È questa la sfida alla base dello SME AI Accelerator, il nuovo programma lanciato da OpenAI e Confartigianato Imprese, pensato per accompagnare le piccole e medie imprese italiane nel passaggio dalla sperimentazione all’adozione strutturata dell’IA.
L’iniziativa rappresenta la declinazione nazionale di un più ampio progetto europeo e si inserisce in un Memorandum di intesa tra OpenAI e Confartigianato, con l’obiettivo di unire competenze tecnologiche e conoscenza del tessuto produttivo per sostenere concretamente le PMI.
Il contesto di partenza evidenzia luci e ombre. Se da un lato cresce l’interesse verso l’intelligenza artificiale, dall’altro l’Italia si colloca ancora al 18° posto su 27 Paesi UE per livello di adozione nelle imprese. Un ritardo che non dipende tanto dall’accesso alle tecnologie, quanto dalla difficoltà di integrarle stabilmente nei processi aziendali. In molti casi, infatti, l’IA viene utilizzata in modo sporadico, senza incidere realmente su produttività, organizzazione e competitività.
È proprio su questo divario che interviene lo SME AI Accelerator. Il programma, gratuito e aperto a imprese di tutti i settori, offrirà formazione pratica, workshop collaborativi, dimostrazioni dal vivo e risorse digitali attraverso OpenAI Academy. L’obiettivo è rendere l’intelligenza artificiale uno strumento quotidiano, capace di far risparmiare tempo, migliorare l’efficienza e rafforzare il rapporto con i clienti.
Un elemento centrale è l’accessibilità: non sono richieste competenze tecniche avanzate. Il percorso è pensato sia per chi già utilizza l’IA, sia per chi intende muovere i primi passi in modo più strutturato, con un approccio pragmatico e orientato ai risultati.
Il lancio in Italia tiene conto delle specificità del sistema produttivo nazionale, caratterizzato da una forte presenza di micro e piccole imprese, radicate nei territori e spesso lontane dai grandi centri dell’innovazione. Per questo, il programma punta a superare le barriere più concrete, offrendo strumenti immediatamente applicabili.
Momento chiave sarà l’evento in presenza del 15 maggio a Milano, realizzato in collaborazione con Confartigianato, Booking.com e con il supporto di Reply. L’incontro riunirà imprenditori e operatori per sessioni pratiche, esercitazioni e presentazione di casi d’uso reali, offrendo anche nuovi dati sull’adozione dell’IA nelle PMI italiane.
«Le piccole e medie imprese sono la spina dorsale dell’economia europea – ha sottolineato Rino Mura, EMEA Partnerships di OpenAI – ma incontrano ancora ostacoli nell’adozione dell’IA su larga scala. Con questo progetto vogliamo trasformarla in uno strumento utile e affidabile per il lavoro quotidiano».
Sulla stessa linea il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, che ha evidenziato come l’iniziativa rappresenti «un supporto concreto per valorizzare la creatività e l’innovazione dell’imprenditoria artigiana», rafforzandone competitività ed efficienza.
L’obiettivo, in definitiva, è chiaro: colmare il divario tra potenziale e utilizzo reale dell’intelligenza artificiale, offrendo alle PMI strumenti per affrontare le sfide del mercato con maggiore consapevolezza e capacità innovativa. Perché il futuro del Made in Italy passa anche dalla capacità di integrare tecnologia e saper fare, tradizione e innovazione.
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