CONFARTIGIANATO – Oltre 11mila euro di costi aggiuntivi per ogni camion in appena sette mesi. È l’impatto del caro gasolio sulle imprese italiane dell’autotrasporto, emerso dall’Assemblea nazionale 2026 di Confartigianato Trasporti, svoltasi il 18 settembre a Roma con il titolo “Guidare il cambiamento. L’autotrasporto del futuro”.
L’incontro, aperto dal segretario nazionale Sergio Lo Monte e dal presidente di Confartigianato Imprese Marco Granelli, ha affrontato la transizione energetica, l’intelligenza artificiale e le prospettive del settore. Al centro dei lavori, moderati dal giornalista di Radio 24-Il Sole 24 Ore Andrea Ferro, è finita soprattutto l’emergenza carburanti, che sta mettendo a rischio la tenuta economica delle imprese.
A quantificare gli effetti dei rincari è stato il presidente di Confartigianato Trasporti, Claudio Riva. Tra febbraio e settembre 2026, a causa della crisi internazionale e della guerra nel Golfo, il prezzo industriale del gasolio al netto delle imposte è aumentato del 54,3%.
Per un mezzo pesante con un serbatoio da 900 litri e una percorrenza media di 3mila chilometri al mese, il costo di un pieno è passato da 1.503,78 euro di febbraio a 1.971,61 euro a metà settembre: 467,83 euro in più a rifornimento. Considerando quattro pieni al mese, l’aggravio raggiunge 1.871,32 euro mensili e complessivamente 11.227,92 euro per camion nel periodo preso in esame.
Riva ha sottolineato come le aziende stiano assorbendo da mesi aumenti capaci di erodere i margini e ridurre la liquidità, ricordando che il carburante rappresenta una spesa incomprimibile. La mobilitazione avviata insieme alle associazioni di Unatras ha portato all’introduzione del credito d’imposta, alla riduzione da tre mesi a uno del periodo necessario per utilizzare in compensazione il rimborso delle accise e alla costituzione della Consulta generale per l’autotrasporto.
«È un risultato importante – ha affermato Riva – ma ora servono tempi rapidi per l’erogazione di queste risorse. Le imprese stanno sostenendo i maggiori costi adesso e hanno bisogno di liquidità adesso».
Confartigianato Trasporti ha chiesto al Governo di evitare riduzioni generalizzate delle accise e di concentrare invece gli aiuti sulle imprese maggiormente esposte, rendendo strutturale il credito d’imposta o rafforzando strumenti come il rimborso dei pedaggi autostradali e le deduzioni forfetarie per gli artigiani.
Tra le priorità indicate anche lo sblocco dei 590 milioni destinati al rinnovo del parco veicolare per il periodo 2027-2031 e una revisione del Regolamento europeo 561/2006 sui tempi di guida e riposo, introducendo maggiore flessibilità senza compromettere la sicurezza stradale e la tutela dei lavoratori.
Alle richieste della categoria hanno risposto i rappresentanti del Governo. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, intervenuto in videocollegamento, ha ricordato il ristoro destinato a coprire fino al 70% della maggiore spesa per carburante sostenuta tra marzo e agosto, con una dotazione fino a 386 milioni. Ha inoltre richiamato i 590 milioni per i veicoli di nuova generazione, il miliardo destinato alla manutenzione stradale e i circa sei miliardi per porti e collegamenti intermodali.
Salvini si è soffermato anche sulla riduzione a 90 minuti della franchigia per le attese durante le operazioni di carico e scarico: oltre questa soglia è previsto un indennizzo di 100 euro per ogni ora aggiuntiva.
Il viceministro Edoardo Rixi ha fornito il cronoprogramma dei ristori. Dopo la chiusura della piattaforma per le domande, fissata al 20 settembre, saranno necessari circa quindici giorni lavorativi per i controlli. I pagamenti dovrebbero partire indicativamente dal 20 ottobre, con una capacità di lavorazione di circa 2mila pratiche al giorno.
Il 5 ottobre, sulla base dei dati relativi all’extragettito Iva sui carburanti, dovrebbero inoltre essere individuati altri 80-90 milioni per coprire integralmente le richieste. Il Governo chiederà al ministero dell’Economia di consentire la compensazione dei crediti almeno fino a marzo 2027.
Per il fondo da 590 milioni destinato al rinnovo della flotta si attende invece la firma del Mef entro la fine di ottobre. Rixi ha assicurato che gli incentivi comprenderanno anche i motori endotermici di ultima generazione: «Il motore endotermico sarà ancora determinante per molti decenni. Sarebbe una follia affossarlo».
Il viceministro ha infine annunciato l’insediamento della Consulta sull’autotrasporto nel mese di ottobre e la presentazione, entro la fine dell’anno, di un documento italiano a Bruxelles per la revisione delle norme europee sui tempi di guida e riposo.
Ai lavori hanno partecipato anche la sottosegretaria all’Economia Lucia Albano, il presidente della commissione Trasporti della Camera Salvatore Deidda e rappresentanti del mondo produttivo ed energetico. Specifici approfondimenti sono stati dedicati alle nuove tecnologie di trazione, alle fonti energetiche e all’impiego dell’intelligenza artificiale nella gestione delle aziende di autotrasporto.
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