CONFARTIGIANATO – Un sostegno concreto per aiutare le micro e piccole imprese a fronteggiare gli effetti della crisi internazionale che, negli ultimi mesi, ha colpito duramente il commercio estero italiano. Confartigianato accoglie con soddisfazione la decisione assunta nell’ambito del Piano per l’Export del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che prevede una riserva da 40 milioni di euro destinata alle imprese maggiormente penalizzate dalle conseguenze della crisi dello Stretto di Hormuz.
Si tratta di una misura che nasce anche grazie all’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato nelle sedi istituzionali. L’associazione aveva infatti sollecitato l’introduzione di strumenti specifici per sostenere le micro e piccole imprese, ritenute le più vulnerabili di fronte alle tensioni geopolitiche e alle difficoltà dei mercati internazionali.
La richiesta era stata accompagnata da un’analisi dettagliata degli effetti prodotti dalla crisi sul sistema produttivo nazionale. I numeri evidenziano una situazione particolarmente critica. Tra marzo e aprile l’Italia ha registrato una perdita complessiva di 1,6 miliardi di euro di esportazioni verso l’area del Medio Oriente, con una contrazione del 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Particolarmente pesante il dato di marzo, quando l’export italiano verso i Paesi mediorientali è diminuito del 52,5% rispetto allo stesso mese del 2025, una flessione che risulta la più elevata tra le principali economie dell’Unione Europea. Un dato nettamente peggiore rispetto alla media europea, che si è attestata al -30%, e superiore anche alle contrazioni registrate da Germania (-23,2%) e Francia (-14%).
A pesare maggiormente è stato il crollo delle esportazioni verso i Paesi del Golfo. A marzo le vendite italiane nell’area hanno subito una riduzione del 63%, con punte particolarmente significative in Kuwait (-89,6%), Qatar (-66,1%), Emirati Arabi Uniti (-65,9%) e Arabia Saudita (-35,5%). Una tendenza negativa che non si è arrestata nei mesi successivi: ad aprile l’export italiano verso il Medio Oriente ha infatti registrato un ulteriore calo del 6,9% su base annua.
In questo contesto, la decisione del Comitato Agevolazioni di SIMEST di accogliere la proposta avanzata da Confartigianato viene considerata un importante segnale di attenzione verso il tessuto produttivo diffuso del Paese. L’intervento punta infatti a rafforzare la capacità di tenuta e di sviluppo delle imprese attraverso una significativa immissione di liquidità.
La misura prevede condizioni particolarmente favorevoli. Le imprese potranno destinare fino al 90% del finanziamento al rafforzamento patrimoniale, mentre per le piccole e medie imprese è prevista anche una quota a fondo perduto fino al 30% dell’importo ottenuto. Strumenti che, secondo Confartigianato, possono contribuire in modo determinante al consolidamento finanziario delle aziende e alla loro presenza sui mercati internazionali.
Un altro aspetto ritenuto particolarmente importante riguarda la struttura stessa dell’intervento, pensata per garantire un accesso più equo alle risorse disponibili. L’obiettivo è evitare che le agevolazioni vengano assorbite esclusivamente dalle imprese più grandi e strutturate, assicurando invece opportunità concrete anche alle realtà di dimensioni minori, che rappresentano la parte più ampia del sistema produttivo italiano.
«Questo intervento rappresenta una risposta concreta alle esigenze delle micro e piccole imprese e dimostra l’importanza di un dialogo costante con le istituzioni per costruire misure realmente efficaci e accessibili, capaci di sostenere chi è più esposto alle difficoltà dei mercati internazionali», ha dichiarato il presidente di Confartigianato, Marco Granelli.
Per Confartigianato, il provvedimento rappresenta dunque non soltanto una misura economica di sostegno, ma anche il riconoscimento del ruolo strategico svolto dalle micro e piccole imprese nell’economia italiana e della necessità di proteggerne la competitività in una fase internazionale caratterizzata da forte instabilità.
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