immagine

Venerdì 18 Ottobre 2019

STUDI – Export diretto delle micro e piccole imprese sale a 60 miliardi euro, il 3,5% del PIL, il doppio di 1,7% della media UE

Nel rapporto Ice-Istat pubblicato martedì scorso viene evidenziato l’apporto delle imprese ai processi di esportazione e in particolare si esamina la propensione all’export per classe dimensionale, considerando tutte le imprese esportatrici, quelle manifatturiere e del commercio. In particolare il rapporto evidenzia che l’Italia, con il Regno Unito e la Spagna, presenta una maggiore presenza di piccole e medie imprese – il 25% del totale delle imprese esportatrici ha tra 0 a 49 addetti – mentre in Francia e Germania tale quota rimane attorno al 10%, anche se la Germania, in valore assoluto, presenta esportazioni delle MPI superiori a quelle dell’Italia.

Analogo percorso di analisi è stato sviluppato nel capitolo ‘Ingegno, valore d’impresa. Il caso della manifattura’ del 14° Rapporto annuale presentato all’Assemblea 2019 – realizzato in collaborazione con l’Ufficio Studi Confartigianato Marche – e dal quale emerge, per il settore manifatturiero, una assoluta leadership delle micro e piccole imprese italiane. I dati Eurostat di recente pubblicazione confermano tale posizione: nel 2017 l’Italia è prima in UE per export diretto delle micro e piccole imprese italiane con meno di 50 addetti che hanno venduto direttamente all’estero per 60,1 miliardi di euro e sono quasi il doppio dei 30,4 miliardi delle omologhe della Germania. Dietro all’Italia le imprese di piccola taglia nel Regno Unito vendono all’estero per 41,1 miliardi di euro, in Spagna per 23,4 miliardi e in Francia per 12,7 miliardi.

L’Italia è prima anche per incidenza sul PIL delle esportazioni delle micro e piccole imprese che è pari al 3,5%, il doppio dell’1,7% della media UE e davanti al 2% della Spagna, all’1,8% del Regno Unito; rimangono sotto al punto percentuale Germania (0,9%) e Francia (0,6%).

Come abbiamo evidenziato nel 14° Rapporto annuale, su dati al 2016, un quinto (21,9%) delle esportazioni dirette delle MPI si concentra nella Fabbricazione di macchinari ed apparecchiature con vendite per 12,7 miliardi di euro, un decimo in Alimentari, bevande e tabacchi con vendite per 6,2 miliardi, sempre un decimo nella Fabbricazione di prodotti in metallo con 6,1 miliardi ed il 7,2% nella Fabbricazione di articoli in pelle e simili con 4,2 miliardi. Questi settori insieme concentrano la metà (50,2%) delle esportazioni dirette delle MPI.

Le micro e piccole imprese esportatrici della manifattura in Italia sono 79.501 – ampiamente superiori alle 54.897 della Germania, alle 32.068 della Spagna, alle 22.762 del Regno Unito ed alle 18.286 della Francia – e rappresentano il 90,0% delle imprese esportatrici italiane ed anche in questo caso l’Italia primeggia tra i maggiori paesi dell’Unione: in Spagna tale quota è pari, infatti, all’87,6%, nel Regno Unito all’80,0%, in Francia al 78,1% ed in Germania al 77,5%.

Le piccole imprese partecipano alle filiere globali con le esportazioni dirette e attraverso la subfornitura ad altre imprese committenti medio-grandi esportatrici residenti in Italia: come evidenziato in una nostra analisi vale 7,3 punti di PIL l’export nei comparti nei quali l’occupazione nelle imprese con meno di 50 addetti supera il 60% del totale, quali alimentare, tessile, abbigliamento, calzature, legno, mobili, prodotti in metallo, gioielleria, occhialeria e altre manifatture.

Il focus su made in Italy e manifattura nel 14° Rapporto ‘Ingegno, valore d’impresa’. Clicca qui per scaricarlo. Alcuni degli highlight del  Rapporto e l’infografica.