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Venerdì 18 Ottobre 2019

Alimentare: dal 19 dicembre in vigore il nuovo decreto

Dal 19 dicembre in vigore il decreto interministeriale che disciplina la denominazione di ‘panificio’, pane fresco’ e pane surgelato.

 

 

Il pane non è tutto uguale. Lo sanno bene i consumatori che ogni giorno sono alle prese con la difficoltà di capire se il prodotto che acquistano è davvero fresco.E lo sanno soprattutto i panificatori artigiani che da anni si battono per distinguere ciò che tutti i giorni esce fragrante dai loro forni rispetto alle altre tipologie di pane. 

Qualcosa si muove: il 19 dicembre entrerà in vigore il decreto interministeriale che, dopo 12 anni di attesa, stabilisce la differenza tra pane fresco e pane conservato o a durabilità prolungata. Differenza che dovrà essere riconoscibile ai consumatori. 

Il Decreto prevede che per ‘panificio’ si intende l’impresa che utilizza impianti di produzione di pane ed eventualmente altri prodotti da forno e assimilati o affini e svolge l’intero ciclo di produzione dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale e introduce la definizione di pane fresco ottenuto secondo un processo di produzione continuo con una durata massima di 72 ore, senza che vi siano interruzioni finalizzate al congelamento o surgelazione e che non veda l’utilizzo di additivi conservanti e di altri trattamenti aventi effetto conservante. Inoltre, viene definito ‘pane conservato o a durabilità prolungata’ quando la procedura di produzione prevede un metodo di conservazione ulteriore rispetto ai metodi già sottoposti agli obblighi informativi previsti dalla normativa, come il pane precotto surgelato.

E’ un primo positivo passo all’insegna della  chiarezza. Ma per i Panificatori di Confartigianato non basta. E il Presidente Enrico Meini lo ha detto chiaro e tondo il 28 novembre nel corso di un’audizione al Senato. Perché proprio in Parlamento giacciono disegni di legge che dovrebbero fare chiarezza su tutti gli aspetti dell’attività di panificazione. In particolare, secondo Confartigianato, è necessario coordinare e unificare in un testo unico le proposte normative per evitare sovrapposizioni e confusioni e definire in modo inequivocabile le caratteristiche del pane fresco. Tutto ciò per garantire la qualità della produzione artigiana, sempre più richiesta dai consumatori attenti ed esigenti. All’audizione in Senato, i Panificatori di Confartigianato hanno anche indicato la necessità di definire le caratteristiche del forno di qualità, in modo da renderle chiaramente riconoscibili, prevedere un preciso quadro di controlli e di sanzioni, armonizzare i corsi regionali di formazione professionale per i responsabili dell’attività produttiva.